Bioetica

 

Il Centro dedica una particolare attenzione al settore della Bioetica in ordine alle seguenti motivazioni. Le potenzialità della biotecnologia creano spesso presso i media una distorsione della comprensione scientifica accentuando il significato dei risultati più d’effetto e tralasciando di sottolineare probabili rischi. Ciò ha sollevato l’esigenza di riflettere sui vincoli e i confini da porre all¹applicazione della biotecnologia e ha portato alla nascita di una specifica area di discussione denominata Bioetica.
Con la crescita della biotecnologia in molti settori, si è ritenuto necessario formulare delle norme atte a regolamentare i problemi posti dalle innovazioni scientifiche (in particolare la liceità degli esperimenti).
Tutti sembrano concordi nell’accettare la produzione di animali transgenici per sperimentazioni nelle cure di certe malattie, l’utilizzo di materiale genetico per produrre farmaci o vaccini.
La raccomandazione del Consiglio d’Europa numero 1046 del 24/09/1986 chiede ai governi di proibire: la creazione di embrioni umani in vitro per scopi di ricerca, la clonazione umana, lo scambio di geni tra uomini e animali.
L’industria delle biotecnologie europea ha raccolto in un codice una summa di valori approvati a Bruxelles nel 1998. Essi sono condivisi e applicati da 14 associazioni nazionali rappresentative di 50 gruppi imprenditoriali. In particolare in Italia è stato proposto da Carlo Alberto Redi, Silvia Garagna (Laboratorio di Biologia dello Sviluppo, Università degli Studi di Pavia) e Maurizio Zuccotti (Istituto di Istologia ed Embriologia Generale, Università degli Studi di Parma) il Manifesto per un buon uso delle Biotecnologie, di cui riportiamo l’incipit:
“Le biotecnologie rappresentano una delle frontiere più promettenti della scienza contemporanea, in grado di fornire all’umanità nuove opportunità per combattere le malattie e la denutrizione, e per allargare gli orizzonti della nostra conoscenza dei sistemi viventi.
Al tempo stesso, queste tecniche implicano delle incognite e dei rischi per l’ambiente e la salute umana. Sono in particolare le biotecnologie applicate alle cellule germinali animali e vegetali a rappresentare una delle frontiere più promettenti e insieme più temute.
Per sfruttarne appieno le potenzialità e limitarne gli effetti indesiderati è necessaria una corretta informazione, che rifugga tanto da interessati trionfalismi quanto da catastrofismi irresponsabili.”